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Tutti i post di aprile 2010

30/04/10

28/04/10

23/04/10

Varie (ed eventuali)

Amico/a

Amico/a

Amico/aOssia:

Ieri: persona con la quale abbiamo instaurato un esclusivo rapporto di confidenza e ci sentiamo in perfetta sintonia d’animo, condividendo la buona e la cattiva sorte; della quale si cerca continuamente la compagnia e per la quale si prova un sincero affetto platonico.

Oggi: ciascuna di quelle insulse figurine che collezioniamo nei social forum ai quali siamo iscritti:


20/04/10

Varie (ed eventuali)

“Io non sono razzista, però...”

“Io non sono razzista, però...”


“Io non sono razzista, però...”Ossia:

Tipica premessa alla quale segue sempre una dichiarazione razzista.


16/04/10

07/04/10

Ritagli di web

Il miglior tema sulla censura disponibile in rete

Tema sulla censura

Per una delle mie ragioni contorte che non sto a spiegarvi, ho scaricato da un sito che raccoglie lavori scolastici di studenti questo tema sulla censura.
Chiaro, conciso e persuasivo!


07/04/10

06/04/10

Varie (ed eventuali)

Le epoche remote sono a colori, quelle più recenti in bianco e nero

How we image the past

Quanto le testimonianze visive che le epoche ci hanno lasciato su loro stesse influiscono sul nostro modo di pensare al passato? Perché, quando immaginiamo un avvenimento accaduto prima della seconda metà dell’800, lo facciamo a colori, mentre l’epoche più recenti le visualizziamo mentalmente in bianco e nero (per poi tornare a “vedere” a colori gli ultimi decenni)?

Per questo semplice motivo: possiamo vedere con gli occhi della mente uno scenario ambientato in tempi antecedenti all’avvento della fotografia grazie ai dipinti coevi che sono giunti fino a noi (qualora l’epoca sia troppo remota per lasciare riproduzioni visive di se stessa, ce la immaginiamo prendendo come spunto inconscio le ricostruzioni che sono state fatte in epoche più recenti, siano queste illustrazioni, filmati o dipinti). Invece, le epoche in cui il media fotografico (in bianco e nero) era prevalente nel riprodurre la realtà, hanno nel nostro immaginario una patina di grigio (o seppia) che solo con un piccolo sforzo riusciremo a bypassare.
Sforzo che risulterà gigantesco per quelle dimensioni del passato che vivono solo nei vecchi media in bianco e nero: proviamo ad esempio ad immaginarci “a colori” lo studio televisivo dal quale andava in onda Lascia o Raddoppia.

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