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Index/diario
Solo in Italia...
È vero che il 72% della stampa è di sinistra? Facciamo quattro conti...

Non il 50% oppure il 70%. Proprio il 72%.
La precisione della cifra all’unità indica che questo valore è frutto di uno studio accurato. O almeno vogliono farlo credere.
Il 72% della stampa è di sinistra: l’ha detto (anzi, è da un po’ che lo sostiene) l’attuale presidente del consiglio italiano, Silvio Berlusconi [1].
Qualsiasi persona di buon senso, di fronte a questa dichiarazione, si sarà domandata: come ha fatto a stabilire questo valore? Ha passato in rassegna tutti i periodici italiani, dei quali ha controllato l’orientamento politico degli editori e/o direttori? E questa percentuale l’ha calcolata sul numero delle tirature, della diffusione, oppure semplicemente sul numero delle testate presenti nel panorama editoriale italiano? Per il momento non abbiamo alcuna risposta e dubito che ne avremo. Quello che possiamo fare è occuparci noi di calcolare l’orientamento politico delle testate giornalistiche italiane per vedere quanto ci sia di vero nella dichiarazione del Cavaliere.
Cosa che ho appunto fatto (gli impazienti possono andare direttamente alla conclusione di questo post).
Di cosa parliamo quando parliamo di stampa
Innanzi tutto stabiliamo quale stampa prendere in considerazione.
E’ chiaro che non ha senso considerare mensili o periodici che escono meno frequentemente dei settimanali: per il semplice motivo che sono pubblicazioni settoriali che non si occupano di dare giudizi politici (se non tangenzialmente al tema che trattano), oppure sono così di nicchia da non influenzare l’opinione pubblica.
Per quanto invece riguarda i settimanali, solo tre riviste che trattano attualità politica hanno una buona diffusione: Panorama (centro-destra, del gruppo editoriale di proprietà di Berlusconi), L’Espresso (centro-sinistra, del gruppo De Benedetti) e Famiglia Cristiana (cattolico, ma spesso critico nei confronti dell’esecutivo). Di questi tre, quello che ha maggior diffusione è Panorama (fonte wikipedia).
Bisogna anche considerare che i settimanali più diffusi sono i cosiddetti rotocalchi, di tendenza apolitica quando non agiografica nei confronti del premier, come la rivista Chi, appartenente, appunto, al premier.
È comunque interessante notare che, tra mensili e settimanali, molti sono editi dalla Mondadori di proprietà del presidente del Consiglio: per queste due tipologie di periodici non si può certo dire che la maggioranza sia di sinistra.
Veniamo ora ai quotidiani. È proprio questa la categoria attraverso la quale ho stabilito l’area politica della stampa italiana.
Escludendo quelli sportivi, i quotidiani si dividono in nazionali, geografici (macroregionali, regionali o provinciali) e organi di partito.
La prima categoria comprende giornali come il Corriere della Sera, La Repubblica, Il Giornale, La Stampa, Il Sole 24 Ore, Il Manifesto, Libero, Avvenire.
La seconda categoria comprende testate di diffusione macroregionale come Il Messaggero, il nuovo QN (giornale della Riffeser-Monti che ha sostituito Il Resto del Carlino, La Nazione e Il Giorno), oltre a giornali con una diffusione più circoscritta.
Alla terza, infine, appartengono pubblicazioni come La Padania, l’Unità, Liberazione, Il Secolo d’Italia.
Di cosa parliamo quando parliamo di stampa di sinistra (e di destra)
Cosa s’intende con stampa di sinistra (e di destra)?
Probabilmente per Silvio Berlusconi, essere di sinistra equivale a non pensarla come lui. Basta sollevargli qualche critica e automaticamente si viene da lui etichettati come comunisti o, se si è vicini agli ambienti moderati, cattocomunisti. Dato che però per noi le parole sono importanti, sarò un po’ più selettivo nello stabilire che giornale mettere nel gruppo “di sinistra”. Selettivo, ma, come vedremo, sempre di manica larga.
Qual’è quindi la stampa periodica che possiamo considerare con un buon margine “di sinistra”? Sicuramente giornali militanti come Il Manifesto, Liberazione, L’Unità. Ma anche La Repubblica e il recente Il Fatto Quotidiano (centro-sinistra). Anzi, già che ci siamo, tutti i quotidiani editi dal Gruppo Editoriale L'Espresso S.p.A.: pur trattandosi quasi sempre di stampa provinciale e regionale, voglio dare per scontato che, provenendo dallo stesso editore de La Repubblica, la loro linea editoriale sia progressista.
Poi c’è il gruppo più corposo, quello dei giornali moderati o non schierati. Magari, il premier, alcuni li avrebbe inseriti nell’elenco dei “cattivi”, rei di avere talvolta criticato il suo operato pubblico e privato. Io, però, in tutta onestà, proprio non riesco a considerare la Conferenza Episcopale Italiana (Avvenire), oppure la CONFINDUSTRIA (Il Sole 24 Ore) istituzioni di sinistra [2]. Anzi, alcuni editori di giornali che rientrano in questo gruppo, come la Caltagirone Editore e la stessa CONFINDUSTRIA sono più vicini alla destra che al centro.
Del gruppo dei moderati/apolitici, comunque, fanno parte molte importanti realtà come il Corriere della Sera, Il Sole 24 Ore, La Stampa, Il Messaggero, l’Avvenire e molte testate locali.
Veniamo ora ai quotidiani di destra. Anche qui abbiamo quelli “militanti” (Il Giornale, La Padania, Libero) e quelli più moderati (Italia Oggi e i giornali del del gruppo Riffeser-Monti) o il cui appoggio all’attuale maggioranza è più articolato (Il Foglio). Poi ci sono alcune realtà locali, che per tradizione politica (L'Unione sarda) oppure per provenienza dei direttori – e per altri interessi occulti (le testate siciliane La Sicilia e Gazzetta del Sud, vedi note presenti nella tabella) – sono particolarmente morbide col centro-destra.
Ma vediamo in sintesi l’orientamento politico dei vari quotidiani italiani (per l’elenco delle testate nazionali mi sono basato su questa lista presente nella relativa pagina di wikipedia, aggiungendone alcune che non vi comparivano).
Ricordo che per determinare l’area politica (quando questa non è palese), ho preso in considerazione elementi come le esperienze pregresse dei direttori e la storia politica degli editori (questo è il motivo per il quale, ad esempio, molte testate geografiche che appartengono al Gruppo Editoriale L'Espresso S.p.A. rientrano nella tabella di quelle vicine al centro sinistra).
Orientamento politico dei quotidiani italiani
| Testata | Diffusione | |
| 1 | Gazzetta di Reggio | 14.574 |
| 2 | Il Centro | 24.512 |
| 3 | Il Fatto Quotidiano | 200.000 |
| 4 | Il Manifesto | 24.610 |
| 5 | Il Mattino di Padova | 30.753 |
| 6 | Il Nuovo Riformista | 17.000 |
| 7 | Gazzetta di Reggio | 14574 |
| 8 | Il Piccolo | 39.931 |
| 9 | Il Tirreno | 80.843 |
| 10 | la Città | 7.600 |
| 11 | La nuova di Venezia e Mestre | 12.547 |
| 12 | La Nuova Ferrara | 10.689 |
| 13 | La Nuova Sardegna | 60.459 |
| 14 | La Provincia Pavese | 22.088 |
| 15 | La Repubblica | 523.193 |
| 16 | La Tribuna di Treviso | 19.023 |
| 17 | Liberazione | 27.000 |
| 18 | Libertà | 28.666 |
| 19 | l'Unità | 48.558 |
| 20 | Messaggero Veneto - Giornale del Friuli | 51.310 |
| 21 | Nuova Gazzetta di Modena | 10.584 |
| Totale diffusione | 1.289.581 | |
| Testata | Diffusione | |
| 1 | Avvenire | 105.917 |
| 2 | Bresciaoggi | 11.060 |
| 3 | Corriere del Giorno | 8.900 |
| 4 | Corriere della Sera | 603.709 |
| 5 | Corriere Mercantile | 10.322 |
| 6 | Gazzetta di Parma | 42.088 |
| 7 | Giornale di Brescia | 47.567 |
| 8 | Il Giornale di Vicenza | 41.746 |
| 9 | Il Mattino | 78.761 |
| 10 | Il Messaggero | 209.774 |
| 11 | Il Nuovo Giornale di Bergamo | 12.547 |
| 12 | Il Quotidiano della Calabria | 13.664 |
| 13 | Il Secolo XIX | 107.129 |
| 14 | Il Sole 24 Ore | 329.932 |
| 15 | L'Adige | 26.623 |
| 16 | L'Arena | 47.335 |
| 17 | L'Eco di Bergamo | 54.495 |
| 18 | La Gazzetta del Mezzogiorno | 46.744 |
| 19 | La Prealpina | 38.000 |
| 20 | La Provincia | 43.507 |
| 21 | La Stampa | 309.174 |
| 22 | Nuovo Quotidiano di Puglia | 19.617 |
| 23 | Quotidiano di Sicilia | 21.801 |
| Totale diffusione | 2.220.871 | |
| Testata | Diffusione | |
| 1 | Gazzetta del Sud [3] | 49.680 |
| 2 | Giornale di Sicilia | 66.850 |
| 3 | Il Foglio | 20.000 |
| 4 | Il Gazzettino [4] | 85.880 |
| 5 | Il Giornale | 185.860 |
| 6 | Il Giorno (QN) | 68.574 |
| 7 | Il Resto del Carlino (QN) | 162.210 |
| 8 | Il Tempo | 49.103 |
| 9 | Italia Oggi | 81.597 |
| 10 | L'Unione sarda | 68.638 |
| 11 | La Nazione (QN) | 134.628 |
| 12 | La Padania | 7.000 |
| 13 | La Sicilia [5] | 64.041 |
| 14 | Libero | 121.000 |
| 15 | Secolo d'Italia | 5.000 |
| Totale diffusione | 1.170.061 | |
| Orientamento | Diffusione | Percentuale |
| Sinistra / centro-sinistra | 1.289.581 | 28% |
| Moderato / non schierato | 2.220.871 | 52% |
| Destra / centro-destra | 1.170.061 | 24% |
Conclusione: il 28% della stampa è di (centro) sinistra
Dalla mia analisi risulta quindi che il 28% della stampa è di sinistra (la percentuale è calcolata sui dati relativi alla diffusione delle testate), il 52% è moderata o non schierata, infine il 24% è di destra.
Corollario: il 72% della stampa non è di sinistra
Quindi, paradossalmente, abbiamo dimostrato che le affermazioni di Berlusconi sono veritiere solo con l’aggiunta dell’avverbio di negazione “non”: il 72% della stampa non è di sinistra.
Ho cercato di essere il più obbiettivo possibile in questa ricerca, ma immagino che, specialmente per quanto riguarda i giornali locali, la mia analisi sia suscettibile di modifiche e smentite. Se non altro, me lo si conceda, io mi sono documentato – e ho reso pubblica la documentazione – prima di stabilire la percentuale di stampa che appartiene a una data area politica. Sarebbe opportuno che anche il premier facesse lo stesso (non credo che gli manchino i mezzi) quando rilascia simili dichiarazioni.
Ma qui siamo già nell’ambito della fantascienza…
- [1] È comunque una percentuale in diminuzione, fino a qualche tempo fa sosteneva che fosse il 90%. «torna all’articolo
- [2] Oppure è parimenti difficile assecondare Berlusconi quando sostiene che il Corriere della Sera è di sinistra, di fronte a editoriali come questo. «torna all’articolo
- [3] Lo storico direttore della Gazzetta del Sud, in quanto presidente ad honorem della Stretto di Messina spa (ma non solo), ha buoni motivi per stabilire una linea editoriale morbida con l’attuale maggioranza politica italiana. «torna all’articolo
- [4] Dal 2006 dirige il Gazzettino l’ex vicedirettore de Il Giornale. «torna all’articolo
- [5] Sui legami tra l’editore e direttore de La Sicilia con l’attuale maggioranza si legga qui e si guardi questa puntata di Report (dal minuto 55). «torna all’articolo






- Postato da: Lorenzo
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Commenti
Arepigliate!
Molti dei giornali che vengono definiti non schierati sno apertamente su una linea editoriale di sinistra... Ciò inficio questa analisi alle fondamenta
Articolo direi ben scritto e argomentazione esauriente.
Quanto ai giornali locali, da quel che posso vedere il loro schieramento più o meno indipendente è spesso legato anche a chi governa localmente... La Gazzetta di Parma (città in cui vivo) e L'Eco di Bergamo (città da cui provengo) sono certamente più schierati a destra che a sinistra.
Quanto a quelli nazionali, molto dipende dal rapporto editori-direttori, e anche dal “target” cui storicamente si rivolgono. La Stampa (giornale che reputo molto ben fatto), ad esempio, nonostante faccia capo a uno dei più importanti gruppi industriali italiani, si colloca su posizioni mediamente progressiste, in quanto giornale storicamente rivolto agli operai della FIAT.
Detto tutto questo, la situazione è sostanzialmente in equilibrio... 25% destra, 25% sinistra, 50% non schierato e moderato...
Grazie “Un quasi giornalista” (ti auguro di diventarlo presto), per la tua circonstanziata analisi, certamente più competente di quella che hai letto qui.
Infatti, questo post, era anche un pretesto per avere dati sullo schieramento dei quotidiani da chi ha la possibilità di avere informazioni più precise rispetto a quelle che sono riuscito a raccogliere io.
Meglio non fidarsi di Wikipedia, l'enciclopedia comunistarda...
Tiratura Panorama: 505000
http://www.giornalilocali.it/riviste/panorama.htm
Tiratura L'Espresso: 600000
http://www.giornalilocali.it/riviste/l-espresso.htm
Erroneamente computati nei non schierati: Il Messaggero di Roma è di sinistra, il Sole24 anche, così come Il Mattino di Napoli, La Stampa è il quotidiano della sinistra borghese torinese, come il Corriere lo è di Milano.
Concludo con un link ad un articolo che parla di un quotidiano da te indicato nel cdx:
IL RESTO DEL CARLINO E' SEMPRE PIU' SCHIERATO CON IL CENTRO SINISTRA
http://pdlfaenza.blogspot.com/2010/03/il-resto-del-carlino-e-sempre-piu.html
Insomma, credo i tuoi conteggi siano da rivedere...
Non è che, per caso, sei di sinistra? .-)
Dimenticavo...un articolo del Secolo XIX, che hai indicato tra i neutrali...
Il berlusconismo si può battere
http://associazioneculturalemediterraneo.com/sp/2009/08/21/il-berlusconismo-si-puo-battere-obama-insegna/
ed un paio dalla Gazzetta di Parma, sempre “neutrale” (sic!)
Ringo: “Chiesi una raccomandazione a Pier Silvio Berlusconi”
http://www.gazzettadiparma.it/primapagina/dettaglio/4/45532/Ringo%3A_Chiesi_una_raccomandazione_a_Pier_Silvio_Berlusconi.html
Javier Bardem: “Non so perché votate ancora Berlusconi”
http://www.gazzettadiparma.it/primapagina/dettaglio/4/55016/Javier_Bardem%3A_Non_so_perch%C3%A9_votate_ancora_Berlusconi.html
# Markus Antico: non so di che va blaterando. Il Resto del Carlino è palesemente schierato a destra, è una versione cartacea di Studio Aperto. Tace sostanzialmente sulle malefatte del Governo. Cerca di passare per giornale moderato dando tantissimo spazio alla Cronaca, nascondendo così la sua vera natura. Sono a Pesaro da 4 anni e lo trovo in tutti i bar e luoghi pubblici.
# Markus Antico: che poi al PDL non vada bene alcun giornale faccia anche un solo (o due o tre) articolo contro di esso, questo non significa che il giornale non sia schierato a destra o non sia moderato.
Secondo il tuo ragionamento persino il Fatto Quotidiano NON SAREBBE UN GIORNALE DI SINISTRA, in quanto attacca molto spesso il PD (ogni giorno o quasi) e anche l'IDV (relazione Micromega, Porfidia, Di Pietro, ecc...). Questo per dirti che è errato abbozzare una conclusione ASSOLUTA e non RELATIVA in questo campo.
allo scrittore dell'articolo: bisogna anche tener conto di due cose:
1)nella lista non vedo “Libero”
2)il Corriere della Sera, il Sole 24 ore e giornali definiti Moderati, in realtà, fanno molto spesso il gioco di Berlusconi, nella misura in cui per essere moderati bisogna TACERE su varie questioni
Per il resto, in linea di massima, la Sua è un'analisi scientificamente ben fatta.
# Markus Antico: dimenticavo un'altra cosa molto importante. Destra e Centro destra NON SIGNIFICANO automaticamente Berlusconi. Ebbene si, seppur minoritarie esistono altre posizioni a destra. Fini non è di sinistra, gli estremisti di destra non sono di sinistra, e anche Bossi (adesso non perché non gli conviene molto) non ha esitato a staccarsi da Berlusconi e ad attaccarlo in maniera pesante come Di Pietro. Vuoi togliere dalla lista anche “La Padania”?
@Claudio
Hai ragione, mi sono dimenticato di inserire Libero, pur avendocelo sempre in mente, grazie della segnalazione!
Ovviamente ora aumenta la quota di stampa vicina alla destra... appena riesco rifaccio i calcoli delle percentuali, che, ripeto, sono pur sempre indicativi e suscettibili a integrazioni/correzioni.
@Markus Antico
No, non sono di sinistra, e penso che sia un po' naif rapportarsi a concezioni della società bipolari di impronta novecentesca, specialmente in un modo diventato complesso e senza i punti di riferimento che c'erano qualche generazione fa. Questo etichettare come “di sinistra” (ormai uno slogan privo di significato) chi non la pensa come lui, è proprio uno degli stratagemmi più vincenti del premier per troncare sul nascere qualsiasi argomentazione critica. Lo considero vincente perché utilizzato per emulazione da tutti i sui sostenitori.
Secondo questo ragionamento, anche una voce critica nei confronti di Berlusconi, com'era il compianto Montanelli, sarebbe da considerarsi “di sinistra”. O lo stesso Fini (sentito con le mie orecchie da un parente berlusconiano).
L'unica mia tendenza “sinistrorsa” è quella relativa ad auspicare una solidarietà sociale nello Stato, ma ti assicuro che non mi identifico troppo nell'attuale opposizione, specialmente in quella più radicale (che, lo ammetto, sono contento che non sia più rappresentata in Parlamento, dato che generava solo un fastidioso e anacronistico rumore di fondo).
Quello che spero, nel caso il nostro paese sia sempre governato dalla destra, è che questa possa essere autorevole e di respiro europeo, non populista, trafficona e con tendenze squadriste come mi pare che sia la maggioranza di quella attuale.
Per il resto grazie delle integrazioni e le correzioni, e scusa se mi sono dilungato ;-)
mi pare che sia stata fatta un pò di confusione nell'attribuire i giornali a cdx e a csx. Non basterebbe guardare a loro direttori editoriali. Un solo esempio: Riotta, come si fa definirlo imparziale? Sciopero in atto perchè assunto ex-vicedirettore del...RIformista!. Vogliamo parlare della La Stampa? Del Corriere della Sera? Non è stato per caso Mieli, ex direttore del Sole 24Ore, ad annucniare da che parte stava il quotidiano che dirigeva? E il Messaggero? Gran parte di quello che hai scritto è veramente in-verosimile.
percentuali calcolate erroneamente...
percentuali vere:
28% sinistra (27.5...)
47% non schierato (47.4...)
25% destra (24.9....)
La Stampa non schierato???? °.°