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Index/diario


27/08/08 ore 15:56:00

Retroweb Italia

Alla scoperta dei siti italiani degli anni '90 abbandonati

Perché Retroweb italia?
Logo Retroweb Italia

A volte i server web sono come i cassetti più bassi delle nostre scrivanie. Luoghi dove vengono riposti documenti che saranno poi dimenticati per lustri. Con la differenza che i documenti sepolti nei cassetti posso essere “riscoperti” solo da noi e dai nostri intimi, mentre le pagine abbandonate sui server sono (con un minimo di buona volontà) accessibili a tutti e, aggiungerei, di un certo interesse per chi si occupa di web design.

Perché “di un certo interesse”? Perché 10 anni (l’età media delle pagine che ho preso in considerazione) nel web design è un periodo notevole, tenendo conto del ritmo col quale si sviluppa la tecnologia del settore e della tenera età del World Wide Web. Imbattersi in un sito di 10 (o più) anni è fare un salto agli albori del Web, quando gli sviluppatori HTML erano, in Italia, abbastanza “esotici”.

Se tra le varie correnti dell’archeologia ci fosse anche quella relativa alle pagine web, la visione di questi siti “dimenticati” potrebbe essere importante per gli studiosi di questa diciplina
(ovviamente non è così: la creazione di siti web è una pratica così giovane che i designer hanno avuto esperienza diretta o indiretta della sua fase pionieristica).
Come veniva gestito il layout delle pagine prima della diffusione del CSS? Come differiva da quello odierno il codice HTML? E la struttura di un sito, quanto cambiava rispetto ad oggi?
Notevole poi il fatto che si apra una panoramica sui clichè stilistici di quegli anni: primi tra tutti il testo che lampeggia (il famigerato tag blink) o che scorre (tag marquee), le linee di separazione orizzontali (tag hr), uso di frame, background “texturizzato” e invasivo, etc, etc... Ma, forse, quello che salta più agli occhi è l’uso spropositato di gif animate come queste retrogif retrogif retrogifretrogifanche su siti non amatoriali.
L’effetto amarcord è generato talvolta anche dai contenuti: leggere i prezzi e le caratteristiche di un piano hosting proposto 9 anni fa da un ISP per taluni può essere un nostalgico tuffo nel passato.

A margine noto che la visone di queste pagine pone anche interrogativi oziosi che esulano l’ambito di design. Fermo restando che è compresibile che un sito personale e/o senza scopo di lucro ospitato su una piattaforma gratuita possa essere “dimenticato”, risulta invece inconcepibile che questo accada per siti aziendali con domini di secondo livello. Infatti il dominio è una cosa che bisogna rinnovare ogni tot. anni (ogni anno i “.it”), così come l’hosting ad esso abbinato. Possibile che ci siano società che da svariati anni pagano le spese relative al mantenimento di un sito che non aggiornano più?
Ma bando alle ciance, cominciamo il nostro viaggio nel passato italico del WWW!

Ats-Link (alias plug it) e Link Up!
the old new economy
www.ats.it
Layout: 1998
Ultime modifiche: 2000 (stima)
ats.it

Il 1° gennaio 2004 si completa la fusione tra i due operatori telefonici Plug It S.p.A. ed Edisontel S.p.A. nella società Eutelia. Da allora i siti plugin.net ed edisontel.it reindirizzano l’utente su eutelia.it.
Sembra però che la Plug it, nella frenesia della fusione si sia dimenticata un pezzo... Ossia il sito relativo al suo partner Ats-Link, che attorno al 2000 era diventato un clone di plugit.net. Tra l’altro, la versione del sito della Plug it ospitata su www.ats.it non è più stata aggiornata proprio dal 2000, segno che si era cominciato a “trascurare” questo sito già da prima della fusione che avverr? quattro anni dopo.
Sul perché non si fosse deciso di gestire il tutto con una redirect comandata da una tag refresh nella homepage, anzichè duplicare tutto il contenuto di plugit.net sul server della Ats-Link, non spetta a me scoprirlo.

Ad ogni modo quello che abbiamo qui è il sito di un Internet provider nazionale rimasto congelato al 1999 o 2000.
Lo stato di abbandono si evince facilmente dalla notizia in risalto in taglio alto che porta la data “16 giugno 1999” e dal disclaimer che segnala la possibilità di registrare un dominio a 50.000 lire + IVA. Ad un’analisi più approfondita non mancano ulteriori elementi per stabilire la vetustà della pagina: dallo script che genera la data (ha un concepimento ante 2000, infatti sui browser diversi da IE il conteggio degli anni dopo il ’99 non viene azzerato, ma continua oltre il 100), alla gif animata dal sapore molto vintage-web, fino al layout stesso della pagina, non centrato e ottimizzato per una risoluzione di 800px (visto con le risoluzioni in uso oggi l’insieme ha un effetto desolante). Purtroppo la maggior parte dei link sono rotti; chi volesse un esperienza di retro surfing più completa, troverà pane per i suoi denti con il prossimo sito.

www.linkupitalia.com/default.htm
Layout: 1998/99 (stima)
Ultime modifiche: 2000
linkupitalia.com

Un sito tutto da navigare, questo, per rivivere i ruggenti anni precedenti allo scoppio della bolla della new economy.
Che siamo di fronte a delle pagine sviluppate prima del 2000 risulta subito palese; in questo caso il layout è meno professionale rispetto a Ats-Link, sebbene i due siti siano praticamente coevi. Le pagine interne, però, sono una miniera di informazioni per l’archeo-navigatore interessato al mondo web italiano a cavallo tra i due millenni. Da esse traspare un entusiasmo e una schiettezza tipica delle startup web degli anni ’90: si legga ad esempio la pagina relativa al web design, con tanto di case study, oppure il listino dei servizi hosting... Proprio altri tempi!
Per concludere, consiglio a tutti i web archeologi come me di girarselo tutto, questo sito: l’effetto amarcord è assicurato!

S.I.M.O (Sindacato Italiano Medici Chirurghi Odontostomatologi)
Il minimalismo non lo fa invecchiare troppo
www.infodent.it/simo
Layout: 1996
Ultime modifiche: febbraio 1997
SIMO

Mini sito di tre pagine ospitato all’interno del portale odontotecnico infodent.it, sviluppato nel 1996 e non aggiornato dal febbraio del ’97, la sezione del Sindacato Italiano Medici Chirurghi Odontostomatologi (per gli amici S.I.M.O.) si presenta sobria e caratterizzata da una palette di colori ben definita. Là dove molti siti contemporanei di piccole e medie realtà sono farciti di gif animate e testi lampeggianti, questo propone un minimalismo che lo preserva dall’effetto webdesigner dilettante e troppo esuberante.
Forse questo è uno dei primi esempi di metafora visuale usata nella grafica di un sito Internet: lo sfondo che riproduce le pagine di un quadernone ad anelli vuole evocare l’impressione di stare usando un media diverso da una pagina web (tenete conto che nel 1996 la risoluzione dominante era di 800px di larghezza, quindi non si vedeva la ripetizione orizzontale dello sfondo).
Se non fosse per il menù di navigazione, inserito solo a fondo pagina, la struttura di navigazione sarebbe in linea con quella dei siti odierni: header che nelle pagine interne porta alla home page, contenuto principale, footer. Ovviamente basta dare un’occhiata al codice sorgente per capire che ci troviamo di fronte a un sito di 12 anni fa...
Fa sorridere il fatto che nella pagina con i contatti, sotto il testo “Per informazioni scrivere:” ci siano gli estremi di un indirizzo cartaceo, anziche un link ad una e-mail, come ci si aspetterebbe... A quei tempi avere un account di posta elettronica non era così scontato, in Italia.
Concludendo mi viene da pensare che per quei tempi il sito della S.I.M.O. fosse più gradevole e “moderno” di quanto lo sia oggi quello della infodent che lo ospita.

Vi aspetto alla prossima puntata!

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