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05/01/10 ore 16:42:07

10 cose...

Dieci tecnologie degli anni zero che sono entrate nella vita di tutti i giorni

Quali sono le tecnologie di uso quotidiano per le quali dobbiamo ringraziare gli anni zero? Quali sono quegli standard o formati tecnologici che più hanno caratterizzato il primo decennio del nuovo millennio e che solo dieci anni fa erano sconosciuti alla maggior parte di noi?

Andiamoli a vedere, in questo mio opinabile e incompleto elenco, non prima di una piccola precisazione: si badi che mi riferisco a standard o formati tecnologici, non a prodotti (concreti o concettuali) come l’iPhone o i social forum… Il mio elenco tratta cose che sono un gradino sopra questi prodotti, avendone permesso la diffusione (come apprenderete leggendo il post).

1- Wi-Fi
Wi-Fi

La Wi-Fi Alliance si forma nel 1999 con lo scopo di promuovere un unico standard per le reti locali wireless. Tale standard è denominato IEEE 802.11 ed è stato sviluppato nella sua prima versione (ormai obsoleta) nel 1997 e perfezionato nel 1999. Prima che si formasse questo consorzio, il Wi-Fi era poco considerato anche dalla stampa del settore, ma solo dopo due anni vediamo che il termine Wi-Fi comincia a comparire all’interno di articoli sul networking , anche se nel 2002 il Wi-Fi non si è ancora affermato come standard per antonomasia delle LAN senza fili, dato che si dibatteva se preferirlo (per il telelavoro) all’HomeRF (standard per reti locali senza fili dismesso proprio nel 2002).

2- Bluetooth
Bluetooth

Bluetooth sta alle reti personali senza fili come Wi-Fi sta a quelle locali. Nel 1998, è stato formato un consorzio di aziende (Ericsson, Intel, Nokia, Toshiba, Intel), alle quali nel 1999 si sono unite Microsoft e Motorola (queste ultime ne agevolarono non poco la diffusione) che stabiliscono le specifiche approvate per questo standard di trasmissione, mentre i primi apparecchi definitivi che ne fanno uso vedranno la luce nel 2000.
Oggi Bluetooth è utilizzato in moltissimi ambiti e ha contribuito al successo degli apparecchi che ne fanno uso: pensiamo ai cellulari evoluti (come Blackberry e iPhone), ai controller delle ultime console di videogiochi, a molte periferiche per PC e notebook.

3- Universal Mobile Telecommunications System (UMTS)
UMTS

Dieci anni fa il cellulare era GSM, e questo significava che potevi fare solo telefonate o mandare SMS e MMS. Se proprio volevi il web (o almeno qualcosa che ci assomigliasse), dovevi accontentarti del protocollo WAP col suo scarno elenco di scarni siti ottimizzati per il suo scarno linguaggio di markup. Ora, con la terza generazione di standard di telefonia mobile (UMTS, per la maggior parte dei Paesi) lanciata dal 2003, i cellulari hanno la possibilità di trasferire una tal quantità di dati che, dieci anni fa, era concepibile solo per le grandi aziende cablate con la fibra ottica. E il web è diventato mobile.

4- Televisione digitale terrestre
DVB

Quello riguardante lo standard di broadcast, che passa da analogico a digitale, è il più recente elemento della rivoluzione che ha interessanto il media televisivo lo scorso decennio, e che è ancora in atto. Gli altri elementi riguardano lo standard video (TV ad alta definizione), lo standard dell’aspect ratio (dal 4:3 al 16:9) e lo standard dell’hardware (TV piatte al plasma o LCD in luogo dei vecchi CRT).
Dopo anni di stasi, finalmente anche per l’inamovibile scatolone nero è giunto il momento di un cambiamento epocale, simile a quello che portò alla fine degli anni ’70 (almeno per quanto riguarda l’Italia) a tre rivoluzionarie novità in un colpo sol, che hanno segnato la vita del media televisivo fino ai nostri giorni: il colore, il telecomando e l’avvento delle TV private.

5- Blu-Ray Disc
Blu-Ray Disc

Conosco persone che guardano ancora al DVD come a un supporto esotico e all’avanguardia e che rimarrebbero disorientate se sapessero che invece è destinato a diventare obsoleto in tempi brevi. Merito (o colpa) del Blu-Ray Disc, i cui primi prototipi risalgono al 2000, il cui progetto è stato ufficialmente presentato nel 2002 e la cui diffusione è stata agevolata dall’uscita (nel 2006) della Playstation 3 che utilizzava questo standard per i suoi supporti ottici.
Non è questa la sede per illustrare le caratteristiche tecniche del Blu-Ray o la storia della sua sfida (vinta) con il formato concorrente HD DVD, semmai vorrei fare una banale considerazione: questo formato s’inserisce nella rivoluzione digitale che sta vivendo il media televisivo e che fa perno sull’alta definizione. La diffusione di televisori Full HD agevola la diffusione di lettori Blu-Ray, ma anche la diffusione dei lettori Blu-Ray agevola la diffusione dei televisori Full HD.

6- DivX
DivX

Lo so che è un paragone abusato e impreciso, ma proprio non ce la faccio a non farlo: il DivX sta al video come l’mp3 sta all’audio. O, ancora: il Divx sta agli anni 2000 come l’mp3 sta agli anni ’90.
Infatti è nel 1999 che questo formato di compressione video comincia a circolare liberamente in rete. Fu una rivoluzione, in particolare per i cinefili. Così come l’mp3 ha reso disponibili tramite download milioni di tracce audio rare che altrimenti sarebbero state inaccessibili ai più, così il DivX ha avvicinato molti a film di nicchia e d’essai che non trovavano una capillare distribuzione su DVD (si trattava spesso di release autoprodotte dagli utenti e provenienti da registrazioni televisive o da vecchi VHS).
Se poi per la maggioranza degli utenti il formato DivX è sinonimo di film piratati (ossia versioni dal video scarso e dall’audio pessimo di film appena usciti al cinema), be’… peggio per loro!

7- Video Flash
Video Flash

Se ritenete che questo formato di file (utilizzato per veicolare file video attraverso il web) sia una cosa troppo di nicchia per finire nell’elenco delle dieci tecnologie di largo consumo che hanno trovato diffusione nello scorso decennio, vi sbagliate. Basti considerare che senza di esso, YouTube e i servizi omologhi non esisterebbero. O almeno, non come li conosciamo oggi.
In pratica i Flash Video sono un file contenitore utilizzato per eseguire video in streaming. Quando guardate un filmato inserito in una pagina web (che sia questa Facebook, piuttosto che MySpace o Dailymotion), questo è un Flash Video (probabilmente incapsulato in un file swf) gestito dal browser attraverso il plugin Adobe (in precedenza Macromedia) Flash Player. Ed è solo dal 2002 che questo Flash Player supporta il codec video Sorenson Spark (H.263), usato da YouTube fin dalla sua nascita nel 2005 per la codifica dei video (sostituito oggi dal codec H.264).

8- Secure Digital Card (SD)
Secure Digital Card

La SD, evoluzione della MultiMediaCard (1997), viene commercializzata dal 2000. In questi dieci anni è diventata il supporto di archiviazione universale di tutte le device portatili, verso la quale convergono audio, video, immagini e dati in generale. Laddove, nel 1999, erano molteplici i supporti di archiviazione utilizzati da videocamere, fotocamere, cellulari (?), lettori mp3 (?), ora è (tranne qualche eccentrica eccezione, come i prodotti della Sony) uno solo: l’SD, per l’appunto.

9- File sharing basato sul P2P
P2P

Fino al 1999 chiunque avesse voluto scaricarsi dei brani musicali da Internet (legalmente o meno), avrebbe dovuto affidarsi al buon cuore (e al pessimo gusto) di qualche nerd adolescente. I famosi mp3 erano infatti reperibilili solo sui sitarelli personali di giovani samettoni, per giunta per poco tempo prima di venire rimossi d’autorità dai provider. Quindi, se avevate in mente qualcosa di diverso dai Metallica o da Britney Spears, sarebbe stato meglio lasciare stare.
Poi arrivò Napster. E iniziò l’epoca del P2P come lo conosciamo oggi: una comunità di utenti che si scambiano file (all’inizio erano per lo più musicali, ma ben presto le tipologie aumentarono) senza doverne eseguire l’upload su un server, ma condividendoli direttamente dai loro PC. Fu una rivoluzione copernicana. Non c’era più bisogno che un singolo si esponesse legalmente caricando sul suo spazio web i file che voleva condividere: ora, in maniera del tutto anonima e comoda, gli appassionati potevano scambiarsi i brani che avevano nel loro HD.
Sappiamo tutti come si è sviluppata la vicenda. Dalle ceneri di Napster sono sorti una gran quantità di programmi simili, sempre più efficenti. Se di alcuni si sono perse le tracce (Audiogalaxy su tutti), altri sono diventati uno dei motivi principali di utilizzo della rete: basti pensare a E-Mule o bitTorrent). Ma non solo: il boom del file sharing tramite P2P ha fatto capire alle industrie discografiche e cinematografiche che spesso gli utenti scaricavano illegalmente brani musicali e film perché non c’erano alternative legali: quindi è anche grazie a Napster che oggi ci sono servizi come iTunes et simila.

10- PayPal
PayPal

Prima forma di pagamento pensata per il web, PayPal nasce nel 2000 e offre la possibilità di effettuare e ricevere pagamenti elettronici in maniera anonima, cosa che le carte di credito non permettevano.
Oggi PayPal è diventata celebre quasi quanto la società che ne è diventata proprietaria, eBay, che ne ha decretato il successo rendendola la forma di pagamento ufficiale per i prodotti venduti nelle sue aste.


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