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Prodotti verosimili
I primi telefoni con il riconoscimento vocale

Sempre a proposito di regresso e progresso, ecco un altro esempio di come questi concetti siano relativi. Come infatti esemplifica l’immagine qui sopra, i primi telefoni prodotti a cavallo tra il XIX e il XX secolo possedevano una tecnologia decisamente all’avanguardia per i tempi e che in seguito fu abbandonata fino ai nostri giorni: il riconoscimento vocale (voice control).

Un telefono del 1896. Notare l’assenza del selettore di numeri a disco. Non serviva: c’era il “voice control” [fonte foto]
I pionieri della produzione telefonica, consapevoli del fatto che il telefono era un prodotto di nicchia destinato solo ai più abbienti, e prefiggendosi di proporre un oggetto con un elegante design minimale (senza comandi a vista), implementarono una costosa funzione di riconoscimento vocale molto efficiente, che non ha nulla da invidiare a quella presente negli apparecchi odierni. Oltretutto, a differenza di quanto ci aspetteremmo oggi, il software che gestiva il voice control non aveva nemmeno bisogno di una fase di apprendimento: anche se era la prima volta che usavi l’apparecchio, potevi tranquillamente richiedere un numero telefonico a voce (senza premere alcun pulsante), e saresti stato collegato immediatamente al contatto richiesto.
Purtroppo questi primi telefoni non davano la possibilità di salvare i propri contatti in una rubrica interna, sebbene fossero venduti con una serie di numeri di pubblica utilità già memorizzati, attivabili sempre tramite la funzione voice control. Per esempio, l’utente poteva sollevare la cornetta e chiedere: “Vorrei parlare con il commissariato di Porta Nuova” e avrebbe avuto la certezza che la sua richiesta sarebbe stata esaudita.
Forse uno dei motivi che hanno portato la generazione di telefoni successiva ad abbandonare le innovative funzioni di “gestione vocale dei contatti” è dovuto al fatto che il processore che gestiva il riconoscimento vocale e le chiamate era molto ingombrante (all'epoca non erano stati ancora inventati i microchip).
Problema, questo, che, per i primi e costosi telefoni, era risolto utilizzando un processore in remoto col quale l'apparecchio dialogava inviando dati tramite la stessa linea telefonica: il telefono era quindi una specie di terminale che avrebbe usufruito della capacità di calcolo di un processore esterno. O, se si vuole un’analogia più in linea con i nostri tempi, la gestione delle funzioni avanzate era compiuta “lato server” anziché “lato client”.
In questo documentario dell’epoca possiamo renderci conto di come funzionavano questi antichi e potenti processori:
Ovviamente con la successiva diffusione degli abbonamenti telefonici e la diminuzione dei prezzi degli apparecchi, ai produttori non convenne più fornire processori così ingombranti e avidi di risorse: ed ecco che quindi fecero la loro comparsa il selettore di numeri a disco che rimpiazzò il voice control. E l’utenza dovette essere “istruita” su come comporre manualmente un numero:
Comunque, tornando ai primi telefoni, si potrebbe affermare che la stessa filosofia di ricerca tecnologia e di design che li caratterizzava, oggi la possiamo trovare anche in prodotti hi-tech molto famosi e di tendenza.






- Postato da: Lorenzo
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