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04/04/08 ore 15:53:00

I tic verbali di Libero.it

Introduzione ai tic verbali di Libero.it

Ovvero: un segno inequivocabile della crisi dei portali generici in Italia
Tic verbali di libero.it

Mi è capitato, recentemente, di accedere alla homepage di libero.it. Solitamente mi tengo lontano da questo genere di portaloni nazional popolari, non avendone mai compreso l’effettiva utilità.
In un contesto mediatico come quello offerto dal web, dove la pluralità di chi crea contenuti (anche di ottimo livello) è così vasta da aderire perfettamente a qualsiasi particolare esigenza di informazione degli utenti, portali “generici” come Libero o Virgilio incarnano una visione anacronistica della rete. O meglio, creano contenuti generici che possono avere un senso per altri media, come la televisione, dove gli attori in campo sono pochi e quindi i contenuti (le trasmissioni) devono accontentare un po’ tutti, essere, insomma, generalisti.

Approfondendo la questione, portali come Libero e compagnia potevano avere un senso agli albori del web, quando non c’era molta offerta di siti specializzati in generi particolari di contenuti. Chi voleva informarsi sulle ultime notizie, effettuare una ricerca o consultare le previsioni meteo, poteva farlo tranquillamente dalla homepage di questi siti.
Oggi, invece, abbondano realtà web che sono specializzate nelle notizie, nel meteo etc, etc... Che senso ha reperire certe infomazioni da un portale generalista (che non essendo specializzato le tratterà in maniera imprecisa), quando ci sono blog e siti monotematici che lo fanno decisamente meglio?

Sarà forse per fronteggiare una continua erosione di utenti che Libero (lo prendo come esempio di una categoria di portali) usa regolarmente certe parole chiave nella sua homepage per catalizzare l’attenzione dei navigatori più distratti... Avrà un qualche statuto interno che stabilisce il numero minimo di termini come “sexy”, “hard” o “sesso” che devono comparire nella sezione principale del sito.
La cosa più interessante (nonché segno dei tempi di crisi che questa tipologia di siti sta attraversando) è che questi “tic verbali” che il portale di Infostrada si è imposto sono comparsi solo recentemente.
Volte una prova? Andare su questa pagina di Wayback Machine dove sono archiviate le vecchie pagine di Libero e sceglietene una di 8 o 7 anni fa. Una volta caricata ricercate nel testo (crtl + F) il temine “sexy” o “hot” oppure “sesso”... Non dovrebbero esserci risutati di ricerca. Provate ora a fare lo stesso con la pagina di oggi...

Comunque ecco un resoconto giornaliero dell'ossessione che il portale ha per i termini in questione

Luned? 4 Marzo 2008
libero screenshot

La pagina che ha ispirato questo post...
Si conteggiano 4 “sexy” in homepage

Martedì 1° aprile 2008
libero screenshot

5 “sexy” in homepage

Mercoledì 2 aprile 2008
libero screenshot

Niente “sexy”, questa volta, in compenso ci sono 2 “hard”

Giovedì 3 aprile 2008
libero screenshot

2 “sexy” in homepage

Veneredì 4 aprile 2008

libero screenshot

2 “sexy” in homepage

Per chi fosse interessato, la prossima carrellata ci sar? fra una settimana...

Commenti
1 Il 18/06/08 alle 22:37:23 semioticmonkey così commentò:

Concordo con quanto da te affermato riguardo i 'portali' (come suona vecchio questo termine, eh?) italiani.
Ti invito però a considerare la tipologia di utenti che come target. Di certo non è il geek oppure il frequentatore di Blogs tematici l'utente nel mirino di Libero ma l'utente, appunto, generalista. Colui che, in altre parole, non ha meta fissa ma 'inganna il tempo' in rete (in ufficio, ad esempio). Cazzeggia, insomma (scusa il termine ma è adattissimo a rendere il comportamento utente).

A costui non interessa recuperare informazioni rilevanti. Interessa, di più, il gossip generico.
E' questo l'utente cui questi portali si rivolgono.

Potresti chiedere a ragione come si fa a finire la propria vita digitale in questo modo becero dopo esser stato, nel bene come nel male, la home page di molti utenti alla fine degli anni 90 in Italia (mi riferisco a Virgilio). Per avere risposta basta guardare lo stato della innovazione on line ed off line in Italia. Nè più nè meno che lo specchio di una Nazione :)

2 Il 19/06/08 alle 22:32:57 Lorenzo Commento dell’autore, in risposta, così commentò:

La penso come te... quello che volevo fare notare nel post è come da quando il marketing (quello più becero, specie in Italia) ha incominciato ad occuparsi a tempo pieno di Internet, questo si sia involgarito e sia diventato un grande bazar (e infatti la risposta dal basso a questo imbarbarimento sono state le community sociali, che sono un aspetto rilevante del cosidetto web2.0).

Ovviamente questa involuzione si è palesata nei portali, che, se non hanno mai veicolato contenuti interessanti e approfonditi, almeno agli arbori del web non erano così sguaiati come adesso...

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