3 post random:
- 1
- 2
- 3
Index/diario
Web verosimile
La storia di Guglielmo Cancelli e Stefano Lavori
Val Silicone, quella ridente località montana famosa per la schiettezza e l’intraprendenza delle sue genti!
Ebbene sì: oggi voglio parlarvi di due esimi valligiani che con le loro idee e opere hanno portato ricchezza e fama in questa regione. E chi sono questi illustri signori se non Guglielmo Cancelli e Stefano Lavori? Il primo, come molti di voi sapranno, fece fortuna nel settore delle finestre, il secondo nel commercio e distribuzione di mele.
Guglielmo Cancelli

Parlando di Cancelli e della sua impresa, bisogna innanzitutto far notare al lettore che quando un autoctono della Val Silicone indicava ad un forestiero il complesso industriale dell’illustre compaesano, questo era spesso fonte di equivoci e incomprensioni.
Infatti l’autoctono spiegava, non senza una punta di campanilistico orgoglio: “Quella è la fabbrica di Cancelli di finestre”.
Al chè, il forestiero, che voleva una conferma di avere inteso bene, chiedeva: “Ah, quindi si producono sia cancelli che finestre?”
“No, ho detto che è la fabbrica di finestre di Cancelli”, ribadiva l’indigeno.
“E io cosa ho detto?” ribatteva il forestiero piccato.
“Che è una fabbrica di cancelli e finestre. Invece in questa fabbrica di Cancelli si fanno solo finestre, non cancelli” rispondeva con una punta di fastidio l’altro.
Più di una volta autoctoni e indigeni finirono ai ferri corti per questi qui pro quo.
Ma occupiamoci ora delle gesta del nostro Cancelli, tralasciando queste note di colore. Egli aveva, fin da ragazzino, dimostrato una spiccata capacità nell’arte del bricolage. Dovete sapere che vi era, all’interno della sua scuola media, un laboratorio di falegnameria fornito di tutti gli strumenti per la bisogna. Gli studenti avevano a disposizione un tot. di ore mensili in cui potevano utilizzare quest’aula per i loro progetti personali, ma il nostro cominciò a occupare il laboratorio oltre il tempo che gli era stato concesso. Lo si vedeva sempre più spesso, in compagnia di suoi amici con la passione del fai da tè, marinare le lezioni per andare a sperimentare nuove soluzione per infissi e finestre, nonostante venisse più volte scoperto e redarguito da insegnanti e genitori. Ma tanta era la passione del ragazzo prodigio, che non c’era punizione che tenesse!
Fortunantamente, già in quel periodo Guglielmo e la sua compagnia (tra tutti il suo futuro socio Paolo Aduto) si fecero notare dal personale del mobilificio che aveva donato la falegnameria alla scuola. In virtù delle loro capacità di progettare complementi edilizi, giunsero ad un accordo: in cambio dell’utilizzo senza limitazioni del laboratorio dell’istituto dopo l’orario scolastico, essi avrebbero dato consulenze tecniche ai falegnami del mobilificio.
Erano quelli i tempi delle prime cassette per il fai da tè e delle prime catene di negozi di bricolage. Guglielmo e Paolo ebbero la pensata di acquistare la più diffusa cassetta per falegnami bricoleur allora in commercio e progettare semplici infissi ottimizzati per gli attrezzi presenti in essa. Fu allora che tra i patiti del fai da tè il loro nome cominciò a circolare.
Ma il vero colpo di fortuna lo ottennero finiti gli studi universitari, quando fondarono la fabbrica di infissi e finestre MicroSoffice. Riuscirono infatti a stipulare un vantaggioso accordo con la maggiore impresa edile della regione, per la quale avrebbero fornito gli stipiti da inserire nelle nuove abitazioni da essa prodotte. A margine ricordiamo che quelli erano gli anni in cui le case venivano costruite solo con gli stipiti, spettava ai proprietari a decidere quali finestre installare in un secondo momento.
Le prime vere finestre Guglielmo e Paolo le costruiranno solo anni dopo, diventando i monopolisti indiscussi di questo settore. Infatti a cavallo tra gli anni ’80 e ’90 strinsero accordi con tutti i costruttori edilizi della Val Silicona (nel frattempo il settore si era arricchito di nuove realtà) arrivando a diventare fornitori esclusivi di finestre per tutti gli edifici di nuova costruzione.
La loro linea di finestre, tra i valligiani, diventò indissolubimente legata al concetto di “casa”. Ben presto l’acquirente medio cominciò a dare per scontato che un’abitazione venisse consegnata con gli infissi della MicroSoffice installati. E insieme alle finestre l’azienda di Cancelli (anzi, del Cancelli, per non generare confusione nel lettore) si specializzò nella fornitura di mobili per ufficio (la sua celebre linea MicroSoffice Ufficio).
Ovviamente ci fu chi sollevò la questione delle violazioni delle leggi antitrust ai danni delle altre aziende produttrici di infissi. Senza contare gli enormi disagi per quegli utenti che avrebbero voluto scegliere delle finestre dal proprio fornitore di fiducia all’atto di acquisto della proprietà.
Ciò non era possibile. L’unico modo per avere altri infissi era che il proprietario, una volta insediatosi nel nuovo edificio, si sobbarcasse l’onere di disinstallare tutti quelli della MicroSoffice (e comunque già inseriti nel prezzo totale della proprietà) e installarne nuovi a sua scelta.
Tra l’altro, fecero notare in molti, le finestre della MicroSoffice non erano esenti da pecche. Specie nella linea Finestre 95, Finestre 98 e Finestre ME, tendevano a bloccarsi, oppure si chiudevano improvvisamente. Inoltre questi prodotti e la prima versione della più recente linea denominata Finestre XP, erano facilmente scardinabili dall’esterno, permettendo l’ingresso a malintenzionati. Talvolta la loro chiusura era imperfetta e non garantivano il dovuto isolamento da agenti esterni.
Oppure, a causa di un cattivo trattamento del legno, venivano attaccate da bachi, che ne indebolivano la struttura rendendole insicure.
Le cose migliorarono con la seconda versione della linea XP e con l’ultima serie Vista. Anzi, quest’ultimo prodotto, che come si evince dal nome commerciale, è una linea di finestre panoramiche dall’ampia vetratura, fu inizialmente molto osteggiato per via dei troppi sistemi di sicurezza di cui era farcito. Solo per aprire la finestra, l’utente doveva seguire delle procedure alla lunga snervanti.
Dalla fine degli anni ’90 alcuni acquirenti più intransigenti e intrapendenti cominciarono a smontare le finestre della MicroSoffice dalle loro abitazioni, installandone altre costruite da un collettivo di falegnami che distribuivano i loro infissi ad un prezzo politico. Questi artigiani del legno, che si inspiravano ai dettami di un loro celebre collega finlandese, guru dell’abolizione dei brevetti di carpenteria e della condivisione libera delle tecniche di falegnameria, si facevano pagare esclusivamente la manodopera, ove l’utente la richiedesse, più un’offerta libera facoltativa.
A causa dell’aspetto un po’ rustico di queste finestre e della necessità di liberarsi di quelle della MicroSoffice che comunque erano già state pagate, furono però pochi coloro che optarono per questa soluzione.
Tutte queste questioni, però, oramai non interessano più Cancelli. Dopo tre decadi di duro lavoro e soddisfazioni è recentemente andato in pensione, lasciando l’azienda a suoi fidati collaboratori e occupandosi con la moglie della sua fondazione che aiuta gli indigenti di Val Silicone.
Stevano Lavori

La passione per l’agronomia caratterizzò la giovinezza di Stefano. Fin da ragazzo era solito sperimentare innesti e incroci botanici. Ma il suo chiodo fisso era produrre un tipo di mela perfetta, da un’agricoltura integrata, che potesse diventare un alimento trendy.
Quando fondò la sua azienda agricola dedita appunto alla coltivazione e distribuzione di mele, che in un lampo di genio decise di chiamare semplicemente “Mela”, il meleto si trovava ancora presso il terreno che circondava la casa di famiglia. Aveva appena abbandonato, dopo solo un semestre, il corso universitario di agronomia, desiderando bruciare le tappe del successo commerciale.
La sua intuizione vincente fu la vendita di mele in comode ed eleganti confezioni presso i supermercati, anzichè sfuse nei mercati o dagli ortolani. Questo avvicinò molti nuovi consumatori all’acquisto del pomo. Era il 1977. Da allora Lavori si concentrerà su due fronti: l’aspetto e la qualità del frutto (provando vari innesti per renderlo più succoso e gustoso), e il packaging col quale viene distribuito.
A cavallo dei due decenni furoreggiarono le sue mele vendute in robusti involucri forniti di pratici coltelli per sbucciarle e graziosi piattini. La fama di questi prodotti trasformò la Mela in una solida realtà economica, portandola a quotarsi in borsa. Ma come sappiamo non c’è rosa senza spine...
Nell’85 divergenze di vedute portarono ad attriti insanabili tra Stefano e l’amministratore delegato che lui stesso aveva insediato a capo dell’azienda. Il fondatore della Mela non vedrà altra soluzione che abbandonare la società che aveva creato.
L'azienda, senza l’illuminata gestione del suo fondatore, vivacchiò a stento fino al 1996, quando la crisi finaziaria che stava attraversando si fece troppo grave. Lavori, che nel frattempo aveva gestitò varie attività in Val Silicone, venne allora contattato dalla sua vecchia società per risollevarne le sorti. Egli accettò, ponendo come condizione quella di diventarne l’amministratore delegato. Fu così che cominciò la seconda fase aurea della Mela, fase tutt’ora in corso.
Lavori e il suo team hanno portato una ventata di novità tra i consumatori della malus domestica, creando nuove nicchie merceologiche. Infatti tra i prodotti della Mela si possono trovare varie variazioni sul tema, come bocconcini di mela, ideali per essere consumati in strada, oppure mousse di mela, da servire come raffinato dessert. Ha anche recentemente lanciato un servizio di recapito a domicilio dei suoi prodotti, denominato iFame? (si legge hai fame?). Tutti questi articoli sono forniti in confezioni esclusive che fanno lievitare il prezzo a livelli certamente non popolari. Ma questo al cliente tipo a cui si rivolge Lavori non interessa. In un mondo invaso dal junk food, per alcuni avere in frigo o nella fruttiera un sano e perfetto alimento marchiato Mela rappresenta un tratto distintivo irrinunciabile.






- Postato da: Lorenzo
- In: Web verosimile
- Vai ai commenti
- Italianizziamo i loghi! Nazionalizziamo i marchi! (4) (italianizzare)
- Italianizziamo i loghi! Nazionalizziamo i marchi! (3) + Collector Edition (italianizzare)
- Inglesizziamo i loghi! Stranierizziamo i marchi! (italianizzare)
- IE8: pubblicità vs. realtà (microsoft)
- Internet Explorer 8 e la sua curiosa gestione della sottolineatura negli heading linkati che contengono un bold (microsoft)
- Seguire i suggerimenti di Word. Sempre. (microsoft)
- I primi telefoni con il riconoscimento vocale (apple)
- Pixar comunica la trama del prossimo Cars 2 (apple)
- Fantascienza (per ridere)
- È tutto inconfondibilmente italiano, in effetti... (per ridere)
- Finalmente è stato identificato per quello che è (per ridere)
- Piccola guida alle estensioni dei file analogici più comuni (prodotti verosimili)
Aggiungi un commento
temi
- Tutti
- 10 cose... [5]
- Advertising verosimile [6]
- Campanilismi estremi [3]
- CD verosimili [15]
- Consigli spirituali [4]
- Diagrammi verosimili [5]
- Enigmistica verosimile [8]
- Esperimenti CSS [8]
- I tic verbali di Libero.it [8]
- Il Novello del lunedì [36]
- Italiano 1839 - 2009 [14]
- Libri verosimili [12]
- Lo spam della settimana [6]
- Prodotti verosimili [11]
- Retroweb Italia [6]
- Ritagli di web [20]
- Solo in Italia... [9]
- Varie (ed eventuali) [31]
- Web (design e altro) [13]
- Web verosimile [12]
archivio
- aprile 2011
- marzo 2011
- gennaio 2011
- settembre 2010
- luglio 2010
- giugno 2010
- maggio 2010
- aprile 2010
- marzo 2010
- febbraio 2010
- gennaio 2010
- dicembre 2009
- novembre 2009
- ottobre 2009
- settembre 2009
- luglio 2009
- giugno 2009
- maggio 2009
- aprile 2009
- marzo 2009
- febbraio 2009
- gennaio 2009
- dicembre 2008
- novembre 2008
- ottobre 2008
- settembre 2008
- agosto 2008
- luglio 2008
- giugno 2008
- maggio 2008
- aprile 2008
- marzo 2008
- febbraio 2008
- gennaio 2008
- dicembre 2007
- novembre 2007
- ottobre 2007
- settembre 2007
- agosto 2007
- luglio 2007
- giugno 2007
- maggio 2007
- aprile 2007
- marzo 2007
le meno cercate
- Quello che gli utenti non cercano maggiormente:

Commenti
Grazie, grazie davvero per questa avvincente e divertentissima storia.
Rap.
Bellissima!