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10/09/08 ore 13:50:00

Retroweb Italia

Retroweb Italia - Il web prima di Windows 95

In questa seconda puntata analizzeremo l’archeo sito:
BETA - La Rivista Ipertestuale Tecnica, Numero 3 - 1995

In appendice il Gazzettino del web archeologo - tecniche e strumenti per datare un sito
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Benvenuti alla seconda puntata del nostro viaggio alla scoperta dei siti italiani dimenticati, viaggio effettuato attraverso esempi di siti vintage “sopravissuti” a cancellazioni e aggiornamenti. Queste rassegne sono finalizzate ad analizzare gli albori del web in Italia e a valutare l’evoluzione complessiva del design e della struttura dei siti web.
A chi fosse interessato a vivere una esperienza di retro-surfing più intensa con le pagine che linkerò, consiglio di procurarsi una vecchia versione stand alone di Internet Explorer, reperibile qui. Se si preferisce si può usare un emulatore online di vecchi browser.

BETA - La Rivista Ipertestuale Tecnica
Il web prima di Windows 95
www.beta.it/beta/bs019598/0395/index.htm
Layout: 1995
Ultime modifiche: 1995
beta.it 1995

Il sito che presento in rassegna in questa puntata di Retroweb ha un valore storico unico, tanto che dovrebbe diventare patrimonio nazionale, da segnalare all’Unesco! Preciso inoltre che in questo caso sembrerebbe non essere stato “dimenticato”, ma lasciato a disposizione volutamente come archivio.
Già la data, il 1995, lo rende degno di essere citato e analizzato; ma sono la competenza, la passione, la capacità di divulgazione dello staff che lo gestiva, ad avere reso queste pagine una miniera di informazioni preziose per capire come si creava e navigava il web 13 anni fa. Un web archeologo non può chiedere di meglio!

BETA - La Rivista Ipertestuale Tecnica era un periodico di divulgazione informatica che dal numero 2 aveva una versione HTML (il numero 1 era sviluppato solo in versione Winhelp, che convivrà con quella HTML per alcune uscite). In questo post mi riferisco al numero 3 del maggio/agosto 1995, poichè quello precedente non è più reperibile. Ad ogni modo qui sono disponibili i numeri successivi.

Scrivevo che grazie alla passione e competenza dei suoi curatori questo sito è molto importante per farci un idea del web italiano ai suoi albori (ricordiamoci che il primo sito web commerciale era nato solo nel 1993).
Infatti, nelle pagine interne, essi sono stati prodighi di dettagliate informazioni su ogni aspetto tecnico del sito: dalle note di installazione su un web sever, al programma che hanno usato per redigere il codice (Notepad su Windows NT), dagli accorgimenti da utilizzare per una corretta visualizzazione sull’allora diffuso browser Mosaic 2.0, alle note sull’aderenza alle specifiche (quanti sviluppatori di oggi sono così scrupolosi?) e tanto altro ancora: si legga, ad esempio, il file .txt. Si evince chiaramente che in quegli anni i pochi ad avere accesso alla rete dovevano avere per forza di cose una certa competenza informatica... insomma i creatori di contenuti online spesso operavano in un ambiente autoreferenziale.
Come se non bastasse anche i contenuti sono preziosi per contestualizzare il web del periodo. Un’apposita sezione (o per usare la loro terminologia: “allegato”) offriva un panorama sul mondo Internet di allora: siti web segnalati, divisi tra internazionali ed italiani, con tanto di descrizione (ovviamente la maggior parte dei collegamenti, molti dei quali puntano a sottosezioni di domini universitari, sono morti), ma anche link a server IRC, BBS e pagine che usavano protocollo Gopher (quindi ante WWW).
Sì, perchè ricordiamoci che allora Internet non era quasi esclusivamente web, come oggi: il protocollo http (quello che fa “girare” il WWW) era uno dei tanti in uso nella rete, anche se già in ascesa. Stesso discorso per quanto riguarda la mail: quella che oggi è il canale scontato per tenere una corrispondenza in quegli anni conviveva con Fidonet, Netmail e altro.

Come si può leggere dal file .txt linkato in precedenza, A partire dal Numero 3 di BETA vengono introdotti gradualmente i tag della revisione 3.0 di HTML Infatti le pagine fanno un uso, seppur limitato, di tabelle e sfondi colorati, caratteristiche non presenti nella versione 2.0 dell’HTML. Leggiamo anche che: Una piccola percentuale di tag inclusi in BETA sono stati specificatamente introdotti con la versione 1.1 di Netscape e pertanto si assicura la vedibilita' solo sotto questo browser dalla versione indicata. Comunque, per chi usasse Mosaic 2.0, all’interno di questo file ci sono avvertenze su come ottimizzare questo browser per un miglior rendimento delle pagine.

Per concludere, ci sarebbero ancora 1000 osservazioni da fare su Beta, ma purtroppo il tempo che avevo da dedicare a questo post è scaduto: ora devo documentarmi per capire se Windows NT sarà il Windows del futuro...

Il gazzettino del web archeologo - Tecniche e strumenti per datare i siti

Come fa il web archeologo a datare un sito web con una certa precisione? No, non usa il metodo del carbonio 14, ma si avvale di procedimenti molto più empirici...
Un colpo di fortuna può essere rappresentato dalla data indicante l’ultimo aggiornamento a volte presente nel footer della home page. Questo elemento non indica quando il sito è stato sviluppato, ma almeno ci dice la data oltre il quale non è stato più sviluppato, anche se non è mai un dato attendibile al 100%.

Se poi si tratta di un sito con dominio di secondo livello, un confronto con le versioni presenti su web archive ci può dare indicazioni precise sulla data. Ma spesso le pagine recuperate dal web archeologo appartengono a sotto sezioni dimenticate di siti che nel frattempo si sono aggiornati.

In questo caso un’analisi del codice sorgente può darci un certo aiuto: se, ad esempio, il meta tag generator indica come content “Microsoft FrontPage 3.0” il sito è sicuramente posteriore al 1998. Non è possibile, invece, stabilire attraverso questi dati a quando il sito è anteriore: uno sviluppatore può aver realizzato le pagine con una versione non aggiornata dell’editor.
Stesso discorso per la DTD a volte presente nell’head della pagina, che ci fornisce indicazioni precise sulla versione di HTML utilizzata, consentendoci di datare le pagine da un certo anno.
Anche le caratteristiche dell’HTML ci possono aiutare in questo senso. Se vediamo che la pagina utilizza i frame o javascript, sappiamo con sicurezza che è posteriore al 1995.

Ovviamente serve anche un’analisi approfondita dei contenuti, all’interno dei quali spesso ci sono riferimenti cronologici diretti o indiretti alla data di sviluppo (per esempio, come abbiamo visto la puntata precedente, il sito di un provider che si fregia di offrire 50 mb di hosting su Windows NT a 770.000 lire).

È però l’unione di tutti questi metodi, più altri ancora, che aiutano a datare con precisione il “sito archeologico” recuperato dagli anfratti più bui della rete. Oppure basta un colpo di fortuna, come il sito che ho presentato in questo post, nel quale le informazioni riguardo alla data di sviluppo sono dichiarate in più sezioni.

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