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Retroweb Italia
Retroweb italia - Un sito (se fatto bene) è per sempre

Benvenuti alla quarta puntata del nostro viaggio alla scoperta dei siti italiani dimenticati, viaggio effettuato attraverso esempi di siti vintage “sopravissuti” a cancellazioni e aggiornamenti. Queste rassegne sono finalizzate ad analizzare gli albori del web in Italia e a valutare l’evoluzione complessiva del design e della struttura dei siti web.
A chi fosse interessato a vivere una esperienza di retro-surfing più intensa con le pagine che linkerò, consiglio di procurarsi una vecchia versione stand alone di Internet Explorer, reperibile qui. Se si preferisce si può usare un emulatore online di vecchi browser.
ESV - Edgar Varese Studio
Un sito (se fatto bene) è per sempre

Immaginiamo di sviluppare un sito. Visto che vogliamo essere al passo con i tempi, nella grafica e nei contenuti, ci inspireremo agli stilemi del web 2.0: loghi con effetto riflesso, sfumature a iosa, tag cloud, richiami a varie community di successo (Facebook, Twitter, etc....), icone di feed RSS e a validazione xhtml. E ancora: gallerie immagini gestite con lightbox, “footerone-come-va-di-moda-adesso”, icona che consiglia di passare a Firefox, etc, etc... Insomma, faremo un sito di “tendenza”.
Bene, ora immaginiamoci che per qualche arcano motivo questo ipotetico sito, una volta completato, non venga più aggiornato e pensiamo come potrebbe apparire nel 2020... La sua aderenza totale ad uno ad uno stile in voga in un certo periodo lo renderebbe un residuo del passato. Per quanto i suoi contenuti possano essere ancora validi, il navigatore avrebbe la percezione di essere capitato in un sito “vecchio”, fatto in un’epoca oramai lontana (e sappiamo che nel web un intervallo di 10 anni significa un’epoca lontana).
Quante volte abbiamo avuto la stessa sensazione capitando in un sito il cui sviluppo si è fermato alla fine degli anni ’90? Pagine piene di frame, goffe applet che fanno cose inutili, le famigerate gif animate, form di ricerca che puntano ad Altavista o Il Trovatore, counter grafici, icone che invitano a scaricare Netscape 2 o Internet Explorer 3.
Tutte cose che fanno sorridere l’utente più smaliziato, perchè non rispecchiano più la realtà del web di oggi e, come tutto il design applicato ad una tecnologia che si è nel frattempo molto evoluta, ci paiono ingenue. Proprio come sembreranno ingenui fra 10 anni i riferimenti diretti o indiretti ai clichè del web 2.0 di cui infarciamo i nostri siti odierni (ovviamente solo nel caso che questi non vengano mai aggiornati).
In sintesi: se si vuole fare un sito a “prova di tempo”, il vero valore aggiunto sta nel “togliere”. Tutto ciò che non c’è, non si rompe dichiarava Henry Ford alla presentazione del Modello T. Traslitterando il concetto dall’ambito meccanio a quello del web design si potrebbe sostenere che tutto quello che non c’è, non invecchia.
Questa premessa è stata necessaria per presentare l’archeo sito che segnalo in questa puntata di Retroweb Italia: ESV, Edgar Varese Studio, un centro per lo sviluppo e lo studio di musica elettronica. Come potete notare, nonostante il layout risalga al 1997, il sito ha una sua identità grafica ancora valida, che lo rende perfettamente navigabile ancora oggi. Aggiungete un menù di navigazione sotto l’header e avrete un mini sito che non ha nulla da invidiare nei confronti di realtà simili più recenti.
Qual’è il segreto di questa cura anti età? Sicuramente una scelta radicale della palette cromatica (un riposante bianco e nero, spezzato dal giallo oro dei link) e una disposizione coerente degli elementi strutturali, ma, in particolare, la rinuncia ad alcune caratteristiche che su un sito del genere erano quasi d’obbilgo nel 1997. Provate infatti ad immaginarvi queste pagine con uno sfondo invasivo tipico di quel periodo, con del testo lampeggiante e delle gif animate: capirete come ci vuole poco per “invecchiarle”. Anche l’uso quasi nullo di tabelle per il layout gioca a favore della pulizia formale dell'insieme. E poi, diciamocelo: un web designer che 12 anni fa comunicava che una pagina era in allestimento in questo modo, anzichè usare un’immagine animata con un omino che lavora, è uno che aveva capito tutto.
Sarà forse un caso che questo archeo sito semplice e ancora piacevole sia stato sviluppato con un Machintosh (come si evince dal footer delle sezioni interne), sistema generalmente usato dai grafici?






- Postato da: Lorenzo
- In: Retroweb Italia
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